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Il buon, caro biglietto da visita.

Quella di dare o scambiarsi il biglietto da visita è una pratica antica e diffusa in tutto il mondo, pratica che l’avvento e la diffusione di Internet e dell’e-mail non hanno intaccato più di tanto. Infatti, per quanto i mezzi di comunicazione odierni costituiscano un potente mezzo di scambio e gestione delle informazioni, l’incontro fisico tra le persone continua a giocare un ruolo fondamentale nella costruzione delle relazioni.
È in tali momenti che il biglietto da visita svolge la sua funzione, anzi le sue funzioni. Infatti, se fino a qualche decennio fa era concepito soltanto come ‘promemoria’ per la futura utilità degli interlocutori, nell’era dell’immagine è divenuto anche, a tutti gli effetti, strumento di comunicazione.
In associazione con altre leve (quelle che, insieme, vanno a costituire l’immagine coordinata/identity di un’azienda), offre, nel suo piccolo, un contributo a quell’attività complessa e paziente che gli esperti di marketing chiamano «branding», cioè la costruzione di una percezione pubblica del marchio la più ampia e positiva possibile.
Molte realtà italiane di piccole o piccolissime dimensioni sembrano non aver ancora maturato una sensibilità e una cultura in questa direzione, finendo per comunicare, senza rendersene conto e soltanto a proprio danno, tale mancanza agli interlocutori meno disattenti di loro.

«Tutti comunichiamo. Ininterrottamente e, spesso, inconsapevolmente. La questione, dunque, non è se lo facciamo o meno. La questione è se lo facciamo bene o meno.»

Anche senza tirare in ballo un certo marketing e le sue strategie, si può affermare che il biglietto da visita è uno strumento tanto utile ed efficace quanto semplice ed economico. Una soluzione casereccia, purché non pacchiana né caotica, può essere una valida alternativa al nulla, così come una studiata ad hoc da un esperto veicola sempre, oltre ai riferimenti aziendali, un messaggio distintivo di professionalità, affidabilità e attenzione. Un primo messaggio, insomma, di quella cosa sulla base della quale ogni essere umano fonda le proprie scelte e convinzioni verso le persone e le organizzazioni con cui entra in contatto: la credibilità.
Il formato, il tipo e la consistenza della carta, l’organizzazione di logo e testi, la stampa su uno o più lati e altri dettagli tecnici armoniosamente combinati possono conferire al biglietto da visita un’anima esclusiva e fortemente comunicativa, finalizzata a rappresentare al meglio l’azienda o il professionista e ad aumentare le possibilità, già al primo incontro, di segnare il primo punto nella memoria del destinatario.

Redatto da

Alias Exibit. Appassionato cronico di arti visive come il web & graphic design e la fotografia, realizza siti web, supporti di comunicazione stampati e servizi fotografici in maniera continuativa da un decennio. Per conoscerlo meglio, cliccare qui.

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