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Caro cliente, ti scrivo…

… così ti fidelizzo un po’.

La prima regola per incrementare il numero di clienti è non perdere quelli che si hanno.
L’idea di crescita di un’impresa è, nell’immaginario collettivo, diffusamente collegata a quella di un incremento del numero di acquirenti — e viceversa. Uno schema elementare che, fuor di dubbio, trova spesso riscontro nella realtà, sebbene la casistica dei successi di vendita sia più variegata e complessa di quanto si possa pensare di primo acchito: un certo numero di imprese, infatti, ottiene risultati più o meno positivi soprattutto (o anche solo) sviluppando il potenziale di clienti acquisiti in precedenza.
Peraltro, il potenziamento — fin dove possibile — delle relazioni d’affari con clienti già attivati, oltre a essere il passo più naturale sotto il profilo della normale attività commerciale, è il meno impegnativo in termini di risorse e investimenti richiesti, nonché il più rapido per quanto concerne i tempi di incremento del fatturato.
Ciò non toglie che sia sempre cosa buona e giusta destinare una parte delle risorse disponibili alla ricerca di ulteriori contatti e opportunità, indispensabili per un’evoluzione a medio e lungo termine del giro d’affari. E utilizzo non a caso il termine “evoluzione”, traducibile non solo in una crescita economica, ma anche in una più rassicurante frammentazione del rischio commerciale (Pareto docet).

«Se non ti prendi abbastanza cura di un tuo cliente, lo farà di sicuro un tuo concorrente.» (Bob Hooey)

Ovvie premesse fatte, possiamo occuparci di uno specifico e utilissimo strumento di fidelizzazione dei clienti, rappresentato dalla pubblicazione, nel proprio sito web e sotto forma di notizie (o news o post che dir si voglia), di contenuti sempre nuovi e interessanti. Come vedremo, si tratta di un’attività polivalente, ossia in grado di conseguire contemporaneamente più obiettivi e benefici.
Infatti, non solo, come accennato nel precedente post, intitolato «Aiutati che Google t’aiuta.», la regolare messa online di nuovi contributi di vario tipo è vista di buon occhio dai motori di ricerca, i quali premiano il continuo aggiornamento e il dinamismo di un determinato sito web con posizionamenti via via più premianti, ma i contributi medesimi diventano anche, anzi soprattutto, strumenti di comunicazione diretta a favore tanto dei visitatori abituali quanto di quelli occasionali o ‘accidentali’.
Inoltre, ciascun contenuto, come, per esempio, questo stesso post, può essere veicolato verso i propri contatti in maniera attiva, e questo in almeno tre modi differenti:
1. «one to one»: un determinato contenuto, se ritenuto di possibile interesse per uno o più contatti specifici (siano essi clienti acquisiti e/o potenziali), può essere segnalato agli stessi attraverso l’invio, a mezzo e-mail, dell’URL (link) a esso associato, preferibilmente con un messaggio personalizzato che dia prova dell’attenzione a loro rivolta e li stimoli a visionarlo. Questo non solo fornirà loro un servizio informativo auspicabilmente utile, ma accrescerà la popolarità del contenuto stesso, qualificabile e misurabile in base al numero di visualizzazioni che riuscirà a ottenere;
2. notifica automatica: i contatti registrati in una «mailing list», attivata e gestita nell’area amministrativa del sito web, possono essere tutti informati, puntualmente e in tempo reale, dell’avvenuta pubblicazione di un nuovo post mediante ricezione via e-mail di una sintetica anteprima, inclusiva del link di rimando al testo integrale del post stesso. Un metodo, questo, che consente di raggiungere un numero più o meno considerevole di clienti acquisiti e/o potenziali in maniera simultanea e senza ulteriori investimenti di tempo e fatica, prestandosi bene a quelle realtà che pubblicano nuovi contenuti ‘a bassa frequenza’. Naturalmente, questa tecnica prevede anche la possibilità di creare elenchi di notifica differenziati, affinché ciascun gruppo di contatti venga informato della pubblicazione di un certo tipo di contenuti e non di altri;
3. newsletter o «news digest»: un metodo comunicativo adatto, soprattutto, a coloro che pubblicano nuovi contenuti con elevate frequenza e regolarità, in quanto offre la possibilità di raggruppare più post (con i relativi collegamenti) in comunicazioni periodiche (settimanali, quindicinali o mensili), evitando, così, uno stillicidio di notifiche singole che potrebbero generare uno sgradevole e controproducente ‘effetto spam’.
Dunque, qualunque sito web può essere sfruttato in un modo che va ben al di là della sua mera esistenza passiva, così da poterne trarre crescenti benefici con il passare del tempo sia dal punto di vista della fidelizzazione (e della produttività) dei contatti che delle sue credibilità e visibilità nella sterminata arena digitale. Ma, quale che sia il metodo di comunicazione attiva adottato in base alle specifiche caratteristiche, necessità e finalità, ciò che conta in capo a tutto è l’attenzione dedicata a questo potenziale dai possessori di siti web, un potenziale, purtroppo, ancora ampiamente sottoutilizzato — quando non del tutto ignorato — nonostante possa rendere più che mai sensata e remunerativa quella presenza digitale a cui tutti sembrano ambire per, poi, in molti casi, assopirsi in una paradossale noncuranza.

«Il pompelmo era un limone che ha saputo sfruttare un’opportunità.» (Oscar Wilde)

Redatto da

Alias Exibit. Appassionato cronico di arti visive come il web & graphic design e la fotografia, realizza siti web, supporti di comunicazione stampati e servizi fotografici in maniera continuativa da un decennio. Per conoscerlo meglio, cliccare qui.

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